venerdì 23 febbraio 2018

5 libri che mi hanno insegnato qualcosa | 5 cose che



Buongiorno lettori!!
Terminata, finalmente, un'altra settimana pienissima! La cosa più brutta della settimana che si sta per concludere è il pochissimo tempo avuto a disposizione per leggere e per il blog! E già so che nel fine settimana non potrò spaparanzarmi con i miei amati libri o davanti al pc...che amarezzaaaa!
Ma, ma, ma...tempo per la rubrica del Venerdì non posso non trovarlo!
Ecco quindi un nuovo sfavillante appuntamento con 5 cose che.
E che appuntamento!
Oggi parliamo di cose serie, di libri che hanno lasciato il segno: 5 libri che mi hanno insegnato qualcosa, sembra un argomento facile, in realtà sono molti i libri che nel tempo hanno lasciato qualcosa nella nostra vita da lettori, potremmo dire quasi tutte le letture che facciamo hanno con sé un messaggio ma, ovviamente, ce ne sono alcune con degli insegnamenti più forti di altri.
Qualche tempo fa abbiamo già affrontato un argomento del genere, i 5 libri che hanno cambiato il mio modo di vedere le cose, ci tengo a sottolinearlo visto che tra i primi titoli che mi sono venuti in mente c'erano anche quei 5 e rischiavo di scrivere un post praticamente uguale.
 Ecco quindi i 5 libri che mi hanno insegnato qualcosa.



 
Anna dai capelli rossi
di Lucy Maud Montgomery


Anne Shirley ogni tanto compare nei mei post, è un personaggio che mi ha accompagnata da bambina come cartone animato, dallo scorso anno anche come personaggio letterario e anche telefilmico (?!) 
Con la lettura del libro (il primo della seria a lei dedicata) l'idea che avevo su di lei si è decisamente rafforzata. La sua storia non è certo tra le più piacevoli, nella sua vita c'è tanto dolore ma c'è anche tanto, tanto altro. È una ragazza che sa rialzarsi, che ha saputo trovare nella fantasia un rifugio e che, nonostante tutto quello che le è accaduto, riesce comunque a trovare qualcosa di bello e di positivo in tutto quello che, invece, le accade.


lunedì 19 febbraio 2018

Caramelle al gusto arancia di Valentina Orsini | Recensione


Caramelle al gusto arancia
di Valentina Orsini

Editore: Leucotea
Data di pubblicazione: 1 Novembre 2015
Pagine: 116

Sinossi. L'aborto. Un tema delicato e misconosciuto, di cui poco si parla e mai con le dovute accortezze. "Caramelle al gusto arancia" nasce proprio da questa premessa. La storia di Anna, ragazza appena ventenne che sogna un futuro alla Lois Lane, non ha alcuna pretesa, solo il bisogno d'esser letta e condivisa. Affinché nessuna donna si senta più sola, umiliata. Perché non vi è reato più grande del giudizio e dell'indifferenza. Parlare con qualcuno, ritrovarsi in una storia che somigli un po' alla nostra, aiuta a superare il lutto, il dolore.

Recensione

Lo scorso anno ho letto Madrepàtria. Racconti dell'umana sorte (recensione) e, come già ho avuto modo di scrivere, si è rivelata una delle letture migliori. Valentina Orsini, l'autrice, è stata una vera scoperta, il suo stile e, soprattutto, il modo in cui affronta l'attualità mi hanno sorpreso e mi ero ripromessa di leggere anche Caramelle al gusto d'arancia, suo romanzo d'esordio. Tra le due letture è passato però qualche mese. Entrambi, colpiscono, in modo diverso, una parte di noi. Ma mentre Madrepàtria va a toccare la nostra quotidianità, Caramelle al gusto d'arancia arriva in profondità, fino a toccare le corde più sensibili dell'anima, forse è per questo che ho fatto trascorrere un po' di tempo tra uno e l'altro, perché credo che soprattutto per alcune letture, ci sia bisogno del momento giusto.

"Se c'è la riga è positivo. Positivo uguale incinta. Positivo. Incinta. La riga. La sottile linea rossa. Il film di Malick, gli occhi del sergente Welsh, i versi di Rudyard Kipling: "Tra la lucidità e la follia c'è solo una sottile linea rossa". Stava delirando.

domenica 18 febbraio 2018

Segnalazioni Made in Italy #11 - Dall'altra parte di Giuliana Leone



Dall’altra parte

Sinossi. Emma torna come ogni anno al solito campeggio estivo. Questa volta, però, c’è qualcosa di diverso: è l'estate dei suoi diciassette anni, l'ultima che vivrà da adolescente. Ci sono i bagni notturni al fiume, gli alberi da scalare, i rapporti complicati con i coetanei. C'è l'istruttore di nuoto, per il quale ha una cotta da troppo tempo. Ci sono le scene che ritrova come se non fosse mai andata via da lì e poi c'è altro. In quei tre mesi, che alla sua età sembrano davvero lunghi, scoprirà che diventare adulti non è una staffetta, ma un percorso a ostacoli in cui forse non serve correre, per arrivare dall’altra parte.

venerdì 16 febbraio 2018

5 film poco conosciuti | 5 cose che




Buongiornooo e buon Venerdì!!
Puntualissima torna, come sempre, la rubrica 5 cose che!
Oggi mettiamo da parte i libri e ci dedichiamo completamente ed interamente ai film e, in particolare questi sono 5 film poco conosciuti!

Blue Valentine

È un film del 2010 e, qui in Italia, è uscito nel 2013. E questo dice tutto. Ricordo però di averlo visto nel 2010, aveva ottenuto qualche nomination agli Oscar e, dato che ai tempi ero una cinefila provetta, era nella lista dei film da recuperare. È un film intenso, in cui i sentimenti forti sono al centro ed uno dei primi visti in cui c'è Ryan Gosling non nei panni del giovane Hercules ed un'incredibile Michelle Williams.

Sposati da diversi anni, Cindy e Dean attraversano una fase critica del loro matrimonio. Cercando di superare i problemi, proveranno a recuperare quelle emozioni e quella vitalità che li aveva fatti innamorare in un susseguirsi di ricordi tra passato e presente.

Miss Pettigrew e Hysteria

Sono due commedie, non sono tra loro collegate se non per il fatto che io le abbia viste nello stesso periodo, infatti qui parlo di entrambe.
In Miss Pettigrew siamo a Londra poco prima della seconda guerra mondiale e Miss Pettigrew viene licenziata per l'ennesima volta e, per varie vicissitudini, si ritrova a lavorare per Delysia Delafosse figlia di una società, apparentemente, lontana dalla sua. Tra Miss Pettigrew e Delysia si instaura un rapporto speciale, apparentemente diverse si scopriranno in realtà molto simili.
Hysteria è, invece, un film, come forse avete già letto nella locandina, sull'invenzione del vibratore! No, niente di erotico/scandaloso/perverso. È infatti una commedia ambientata a Londra nel 1880. Durante quest'epoca, l'isteria viene considerata una malattia tipicamente femminile ed il Dr. Dalrymple, attua il cosiddetto "massaggio medico" per il raggiungimento del "parossismo" per curare la "malattia". Nel film viene però messa al centro la condizione delle donne nell'epoca grazie ad un personaggio chiave: Charlotte, figlia del dottore, additata come isterica, è in realtà una grande sostenitrice delle donne!  

    


Funeral Party

Il titolo potrebbe far pensare ad una delle tante commedie demenziali ma non è questo il caso! È vero, è una commedia senza tante pretese, ma l'attenzione alla creazione dei personaggi è il suo punto di forza, ognuno ha una propria personalità, una sua storia ed un suo perché. Una grande famiglia inglese si ritrova per un funerale e ne succedono davvero di tutti i colori. Da non perdere se amate l'umorismo inglese!
Una chicca: tra i protagonisti ci sono Peter Dinklage (Tyrion in Games of thrones) e Matthew Macfadyen (Mr Darcy in Orgoglio e pregiudizio)



Kiki cosegne a domicilio
Non poteva certo mancare un film di animazione! Ne approfitto per consigliarvi questo film di Miyazaki! Non ho visto tutti i lungometraggi del regista giapponese, l'ho seguito più che altro per le serie anime ma anni fa ho visto, per caso, questo e Kiki mi è rimasta nel cuore. Una piccola streghetta di 13 anni che si trova a dover affrontare il suo "anno di noviziato" lontano dalla propria città. Dovrà quindi contare su se stessa e sul suo gatto nero!  Un film sul cambiamento e di crescita.





Ed ecco qua. Oggi è stato particolarmente difficile, mi sono venuti in mente diversi nomi ma non so quanto si possano considerare "poco conosciuti". Fatemi sapere se (probabilmente) conoscevate già questi e quali sono, invece, i vostri 5 titoli di film poco conosciuti!!




Leggi anche il post di:




Prossimi appuntamenti:

23 Febbraio - 5 letture che mi hanno insegnato qualcosa





Ogni settimana proporremo una lista di 5 "cose": 5 libri, 5 film, serie tv, personaggi, attori ecc ecc. A proporlo non saremo soltanto noi perché invitiamo anche voi a prendere parte attiva nella rubrica, iscrivendovi al gruppo facebook "Blogger: 5 cose che..." Per altre informazioni vi rimandiamo al post di presentazione che potete trovare QUI







mercoledì 14 febbraio 2018

www Wenesday #127





Buongiorno!!
Come tutti i Mercoledì, facciamo un piccolo resoconto delle letture di questa settimana, come saranno andate?


                                                    
           
    (What did you recently finish reading?)


                                                                                     
                                                                             
Purtroppo non sono riuscita terminare nessun libro. 
Ho terminato di leggere Stoner di Joh Williams, finalmente adesso riesco a perché lo considerano un bel romanzo...





sabato 10 febbraio 2018

Quel che resta del giorno di kazuo Ishiguro | Recensione



Quel che resta del giorno è stato il primo libro letto, proposto dal gruppo di lettura LiberTiamo a cui, proprio dal mese di Gennaio ho deciso di iscrivermi, incuriosita dal genere di libri che nei mesi scorsi sono stati scelti.

Quel che resta del giorno
di Kazuo Ishiguro

Titolo originale: The remains of the day
Anno di pubblicazione: 1989
Edizione: Einaudi, 2006
Pagine: 271

La prima settimana di libertà dell'irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l'esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, cosi tra dubbi e ricordi dolorosi egli si accorge dì aver vissuto come un soldato nell'adempimento di un dovere astratto senza mai riuscire ad essere se stesso. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo?


Recensione

Questo non è stato, per me, il primo incontro con Ishiguro, premio Nobel per la letteratura 2017, avvenuto qualche anno fa con il celebre Non lasciarmi, uno dei miei primi distopici. La sua scrittura mi aveva già particolarmente affascinata, questa volta c'è stato un vero e proprio innamoramento, non un colpo di fulmine, bensì una consapevolezza graduale, un rapporto iniziato non benissimo ma terminato nel migliore dei modi.

Stevens è un maggiordomo e lavora a Darlington Hall per l'americano Farraday, per varie vicissitudini si trova a dover fare un viaggio per la campagna inglese, con l'intento di incontrare miss Kenton, una governante che aveva lavorato a Darlington in passato, per cercare di convincerla a tornare.
Non ci sarebbe niente di particolare se non per il fatto che questa è la prima occasione per Stevens per allontanarsi dalla magione. 

Il viaggio del maggiordomo è sicuramente un viaggio di scoperta e giorno dopo giorno si fanno spazio in lui i ricordi. Attraverso i numerosi flashback, sotto forma di diario, ripercorriamo i momenti salienti della sua vita e se da una parte il lettore conosce un po' di più il protagonista, episodio dopo episodio, Stevens ha l'opportunità di fare un quadro completo della sua intera esistenza.
Il libro rappresenta anche un modo diverso per raccontare l'ascesa al potere del nazismo, Darlinghton Hall ha ospitato anche personalità rilevanti del regime, assistiamo a questi incontri e al cambiamento del padrone di casa che attraverso gli occhi del maggiordomo, talvolta diventa decisamente ironico!
È quindi un percorso da cui Stevens ne trarrà profonde riflessioni. Ogni personaggio che incontra, ogni situazione che vive porta con sé qualcosa di nuovo, di diverso rispetto alla sua quotidianità.

La grande particolarità per cui viene ricordato il protagonista è infatti l'estrema dedizione al suo lavoro e la fedeltà assoluta verso il suo datore di lavoro, prima con Lord Darlington, poi con Farraday. Il perfetto maggiordomo, è questo che ha cercato di essere sempre, prendendo come modello coloro che erano considerati dalla società vicini alla perfezione e la sensazione che si ha è proprio questa, avendo sacrificato tutta la sua vita a discapito di tutto, talvolta non vedendo o facendo finta di non vedere ciò che succedeva a chi gli stava attorno. 

"Vi è una situazione ed una soltanto nella quale un maggiordomo che abbia a cuore la propira dignità può sentirsi libero di sgravarsi del proprio ruolo, e cioè quando sia completamente solo." 
E di questo ne è estremamente convinto visto che neanche con gli incontri serali con Miss Kenton che, giorno dopo giorno, diventano quotidiani, pur dimostrando un po' più di scioltezza non si riesce ad aprire completamente..
La ricerca di Miss Kenton nel suo viaggio, diventa quindi una metafora, una riflessione interiore su tutto il suo cammino, sulla sua vita, sulle scelte che ha preso e su quello che avrebbe potuto essere e non è stato.
Il tutto contornato da umorismo inglese, più marcato all'inizio, pur rimanendo sempre molto latente, che si va assottigliando verso la fine, quando i toni si fanno diversi.
Se infatti nella prima parte c'è la curiosità data dalla novità e della scoperta, verso la fine si fa spazio alla malinconia, alla nostalgia, se si sceglie una vita così diventa poi inevitabile interrogarsi quando, forse, è ormai troppo tardi per cambiare rotta.
Ed è proprio in quest'ultima parte che tutta la poetica di Ishiguro sboccia, dimostrando tutta la delicatezza dei sentimenti e l'intimità dei pensieri del protagonista. 


"E forse allora vi è del buono nel consiglio secondo il quale io dovrei smettere di ripensare tanto al passato, dovrei assumere un punto di vista più positivo e cercare di trarre il meglio da quel che rimane della mia giornata. Dopotutto che cosa mai c'è da guadagnare nel guardarsi continuamente alle spalle e a prendercela con noi stessi se le nostre vite non sono state proprio quelle che avremmo desiderato'"


Decisamente commovente ed emozionante. Ishiguro costruisce il personaggio in sei giornate e solo all'ultima abbiamo una sua visione completa. Quindi, nonostante la lentezza della lettura della parte iniziale che rispecchia tutta la meticolosità che Stevens utilizza verso le sue mansioni, pagina dopo pagina sale anche il coinvolgimento del lettore che raggiunge il culmine nel finale.

Un aspetto a cui ho prestato particolarmente attenzione è stato l'aspetto esteriore del protagonista. Come vedrete dalla foto, la mia edizione è con Anthony Hopkins (e Emma Thompson) in copertina. È lui infatti ad aver interpretato Stevens nel film del 1993. Avrei voluto vederlo prima di parlarvi del libro ma rischiavo di rimandare la recensione a non so quando. All'inizio sono stata molto condizionata dall'aspetto di Hopkins ma più leggevo il libro più l'immagine del pratagonista che si creava nella mia mente era diversa, un po' un misto tra Mr Carson e Mr Molesley di Downton Abbey, d'altronde quando si fa riferimento alla servitù delle magioni inglesi, è quasi impossibile non fare riferimento a questa serie tv.
Spero di vederlo e parlarvene presto, sono molto più che curiosa di vedere se le impressioni che ho avuto siano fondate o meno. 
Voi avete letto il libro o visto il film??





venerdì 9 febbraio 2018

5 personaggi letterari che vorrei diventassero i miei migliori amici | 5 cose che




Buongiorno lettori!!
Il tempo, questa settimana, sembra veramente aver messo la quinta, dire che sia volato è dire poco! Quindi, ecco un nuovo appuntamento con la rubrica 5 cose che!

Ho un po' di difficoltà, lo ammetto, perché se dovessi indicare i miei potenziali amici letterari, dovrei indicare miei coetanei e...beh, devo dire la verità, non mi capita spesso di leggere libri con personaggi della mia età...che resterà un mistero :D Quindi dei cinque che vedrete solo due possono essere considerati miei coetanei, gli altri prendeteli come gli amici che avrei voluto durante la mia infanzia.



Il primo che mi viene subito in mente è Zerocalcare, lo so ultimamente gira spesso per il blog ma non potevo non aggiungerlo visto che, proprio ieri mentre lasciavo una piccola recensione su goodreads per La profezia dell'armadillo, tra me e me ho pensato "ma quanto sarebbe bello avere un amico come lui?!" Non parlo certo dell'autore anche se sono quasi convinta che abbia una personalità davvero molto simile al personaggio letterario. Nelle riflessioni di Zero rivedo molto le mie riflessioni, è un po' il portavoce della nostra generazione, mi piacerebbe fare qualche chiacchierata con lui!