martedì 25 aprile 2017

È questo il fiore del partigiano, morto per la libertà

Oggi, 25 Aprile, ricorre l'anniversario della liberazione d'Italia dal fascismo e dall'occupazione nazista. Questa festa è stata istituita nel 1946, eppure 71 anni dopo, alcune mentalità sono ancora più vive che mai. Dovremmo farlo sempre, ma è in giornate come questa che ci si dovrebbe fermare a riflettere sui gravi errori compiuti nel passato e fare di tutto per cercare di non ripeterli, anche se il futuro, a livello globale, che si prospetta non è per niente dei più rosei.
In uno dei libri letti duranti gli anni del liceo, ce n'era uno che raccoglieva alcuni racconti sul dopoguerra. Uno in particolare, questo che ho scelto di condividere, mi è da sempre rimasto impresso. Guardare le immagini più significative di anni terribili attraverso gli occhi di un bambino , rende il tutto ancora più atroce. Il testo che segue è tratto da La storia di Elsa Morante. 



"Ma in quella primavera del '45, un giorno sua madre, dopo averlo lasciato in attesa per pochi momenti fuori d'una bottega, lo ritrovò che osservava certe riviste illustrate, appese sul fianco di un'edicola, a una certa altezza da lui. Su quella più bassa, spiegata a doppio, il foglio era occupato quasi per intero da due fotografie d'attualità, entrambe di gente impiccata. Sulla prima si vedeva un viale alberato di città, lungo la spalletta di un ponte semidistrutto. Da ogni albero del viale pendeva un corpo, tutti in fila, nella stessa identica posizione, con la testa inchinata su un orecchio, i piedi un poco divaricati e le due mani legate dietro la schiena. Su ognuno di loro stava appeso un cartello con la scritta: PARTIGIANO. E tutti erano maschi, salvo un'unica donna, all'inizio della file, la quale non portava nessuna scritta, e a differenza degli altri non era impiccata con una corda, ma appesa per la gola a un gancio di macelleria.
Presso la spalletta del ponte, si vedeva la figura di un uomo, forse una sentinella, in panatoli da militare chiusi alla caviglia. E sull'altro lato del viale, stava radunato a guardare un gruppetto di persone, dall'aria casuale di passanti, fra le quali due ragazzini più o meno coetanei di Useppe.


Nella seconda fotografia dello stesso foglio, si vedeva un uomo vecchio, dalla testa grassa e calva, appiccato per i piedi con le braccia spalancate, sopra una folla fitta e imprecisa.

sabato 22 aprile 2017

Recensione - La gabbia di Luca Spaziani


La gabbia
di Luca Spaziani

Editore: Porto Seguro Editore
Genere: romanzo
Pagine: 220
Costo: 14.90€
Disponibile in tutte le librerie e nei maggiori store online


È uscito, in coincidenza con la fiera Firenze Libro Aperto dello scorso febbraio, La gabbia, terzo romanzo dello scrittore Luca Spaziani. Più che mai attuale nei contenuti, il nuovo lavoro (pubblicato dall'editore Porto Seguro) affronta tematiche generazionali e risulta affascinante già dalla copertina, realizzata per l'occasione dal pittore americano Mark Kostabi. 

Sinossi.
È l'estate del 2015. Piero, Vanni e Marcello sono tre cinquantenni fiorentini, benestanti e amici da una vita. Sposati e padri ciascuno di un'unica figlia, sono tutti e tre in crisi esistenziale, convinti di vivere dentro una gabbia costruita da loro stessi. Mentre cercano un modo per evadere, i rispettivi matrimoni naufragano e uno dei tre, Marcello, si decide a lasciare la famiglia e il lavoro per recarsi in Grecia, in una sperduta isoletta dell'Egeo, insieme a una giovane trentenne spagnola di cui si è perdutamente innamorato. Gli altri due, incapaci di mollare tutto a loro volta, sono convinti che l'amico sia andato lì per aprire una gelateria, impresa per la quale gli hanno prestato una notevole somma di denaro. Un paio di settimane dopo la sua partenza i due scoprono che, invece della gelateria, Marcello ha comprato una barca a vela per fare il charterista nell'Egeo, insieme alla nuova fiamma. Decisi a riprendersi la somma prestata all'amico, partono a loro volta per la Grecia, ma a Mykonos, a causa dell'incontro con tre donne sconosciute, succedono alcuni fatti, imprevisti e violenti, che li porteranno a riconsiderare le loro vite.

Recensione

Estate 2005. Marcello, cinquantenne toscano, sta vivendo una profonda crisi esistenziale. L'uomo ha tutto ciò che un uomo potrebbe desiderare: un lavoro ben pagato, una moglie, Elena, e una figlia che ama con tutto sé stesso. Ma la domanda che si affaccia costantemente ed inevitabilmente nella sua mente è se sia giusto trovare la sua felicità, anche a scapito delle persone che ama e che lo amano allo stesso modo.
Marcello da tempo si sente inquieto, fremente, chiuso nella gabbia che è diventata la sua vita, tra paure, dubbi; tra sentimenti contrastanti che lo portano a vivere momenti così colmi di felicità ma macchiati da un profondo e intenso senso di colpa.

venerdì 21 aprile 2017

Segnalazione - L'alba dei papaveri di Adua Biagioli Spadi


L'alba dei papaveri
Poesie d'amore e identità
di Adua Biagioli Spadi

Editore: La Vita Felice (MI) - Italia
Pubblicazione: Giugno 2015
Genere: poesia
Collana: Agape
Costo: 12.00€

Disponibile in tutte le librerie e nei maggiori store online



2° Premio Letterario Nazionale "Giovane Holden" 2016 e 6° Finalista al Premio Letterario Nazionale Alberoandronico - X Edizione.

L’opera prende il titolo da una poesia della silloge e catapulta immediatamente il lettore nella concezione che l’autrice ha del vivere: L’alba dei papaveri, il giorno che nasce come simbolo della vita che si rinnova continuamente e i papaveri come simbolo della bellezza della spontaneità.
Frutto di un lavoro durato dal 2007 al 2014,la raccolta è nata da un’esigenza di “parlarsi” e successivamente di parlare. Poesie d’amore e identità è il sotto titolo indicante due
fulcri fondamentali su cui poggia lo sviluppo dei testi: l’amore con tutti i suoi volti, l’identità con la ricerca dei vari aspetti dell’Io relazionato al mondo.

5 cose che - 5 libri che mi sono piaciuti nonostante la copertina brutta


Buongiorno cari Twinslettori,
siamo giunti come ogni Venerdì all'appuntamento con la rubrica 5 cose che.
L'argomento di oggi mi ha messo non poco in difficoltà (che novità eh, dico così ogni settimana!) Si tratta infatti di indicare 5 libri che ci sono piaciuti nonostante la copertina brutta. Quindi copertine brutte di libri che abbiamo letto. 
Io ho un serio problema con le copertine, cioè non mi influenzano così tanto e sceglierle è stato veramente difficile, per alcune, una in particolare, la scelta è stata automatica e spontanea, per altre ho dovuto rifletterci un po' di più. Un po' perché molti non li ho letti, per altri invece conoscendo il contenuto la copertina non risulta poi così brutta. Un po' come succede con le persone..no?!
Ho tirato fuori la mia (poca) razionalità e ho fatto le mie 5 scelte! 


Questa è stata la prima copertina a cui ho pensato. Sì, ormai Orgoglio e Pregiudizio (recensione) è diventato veramente un classico, dato che lo nomino ogni settimana e anche oggi, giustamente, ci teneva ad esserci! Il mio libro preferito e la copertina più brutta! Quando dico che non faccio molto affidamento alle copertine e che non bisogna giudicare un libro dalla copertina mi riferisco proprio a questo! Quando ero giovine e povera (adesso non sono più tanto giovine ma sono ancora povera) e, durante il liceo, ho dovuto leggere questo libro, non ho fatto molto caso alle varie edizioni...una valeva l'altra! Quando ho visto questo a 7 euro e spicci non ci ho pensato due volte e me lo sono accaparrato. Adesso in commercio c'è una scelta davvero ampia e anche se mai mi decidessi a prenderne qualcun'altra (a questo proposito, quale mi consigliereste?) sono sicura che non mi separerei mai da questo libro! 

giovedì 20 aprile 2017

Tatuaggi color pelle di Simone Giraudi





Tatuaggi color pelle
di Simone Giraudi

Editore: Project Grow Up - Edizioni Leucotea Srl
Genere: Romanzo introspettivo
Pagine: 104
Formato: Brossura
ISBN: 978 88 99067 71 7
Prezzo: 12,90


Sinossi. Francesco e Ambra sono l'epitome della coppia perfetta. Costretti alla lontananza per qualche tempo a causa del lavoro di lei, Francesco scopre nascosto nel bagno un astuccio di pelle nera contenente una strana polvere, che il ragazzo associa a qualche nuova droga sintetica.
Inizia un viaggio alla ricerca di risposte, che lo porterà a dubitare della sincerità della sua compagna mettendo in discussione quella che pensava fosse una relazione perfetta.
Scoprirà che la strana sostanza arriva da un nuovo locale, nel quale un misterioso essere chiamato L'Angelo aiuta le persone a superare il proprio dolore.

mercoledì 19 aprile 2017

www Wednesday n°87





Buongiorno Twinslettori!
Come ogni Mercoledì, facciamo il resoconto delle nostre letture con la rubrica www Wednesday!


      
                   
                       

           
    (What did you recently finish reading?)
     
   

                                                                                    

            
Purtroppo questa settimana sono stata qualche giorno fuori casa e non ho avuto molto tempo per leggere, non ho terminato nessuna lettura.
Ho letto Tatuaggi color pelle di Simone Girudi, un romanzo breve, di circa 100 pagine ma ben scritto e che mi è piaciuto veramente tanto! In questi giorni sarà online la recensione


martedì 18 aprile 2017

Teaser Tuesdays #80



Ciao Twinslettori!!
Allora, come sono andate questa vacanze pasquali? Avete ripreso la scuola, il lavoro e le attività di tutti i giorni oppure avete ancora qualche giorno per riprendervi?
Dopo qualche giorno di pausa, ritorniamo attive qui sul blog e vi mostriamo qualche estratto dai libri che stiamo leggendo!

  • Prendi il libro che stai leggendo in una pagina a caso 
  • Condividi un breve estratto da quella pagina 
  • Attenzione a non fare spoiler! 
  • Riporta anche il titolo e l'autore del libro così che i lettori possano aggiungere il libro alla loro wishlist se sono rimasti colpiti dall'estratto

Sto leggendo La gabbia di Luca Spaziani, una lettura molto scorrevole che ha come protagonisti tre amici, tre uomini che, all'età di cinquant'anni, si trovano a vivere una profonda crisi esistenziale, nel tentativo di uscire dalla gabbia che è diventata la loro vita.



Nei programmi iniziali di Pietro e Vanni non era previsto dormire una notte a Mykonos; men che mai ritrovarsi a ballare alle cinque del mattino al Caprice, accanto a un tipo buffo, sulla sessantina, vestito come Tony Manero in "La febbre del Sabato Sera", impegnato ad agitare una stampella ortopedica, al ritmo di intramontabili pezzi dance. Intorno a lui una fauna eccentrica, per lo più matura e devastata, con pochi soggetti giovani, capitati lì per caso, dopo essersi allontanati dalla corrente di arrapati che scorre estasiata tra i vicoli imbiancati della lussuriosa Mykonos. La vita, oltre all'oceanica rottura di palle giornaliera, riserva talvolta gradite sorprese, in grado di stravolgere progetti ben studiati.